ABSTRACT – Le conclusioni dell’Avvocato generale de la Tour nel caso C-4/23 (Mirin) affrontano il delicato tema del riconoscimento, in uno Stato membro, degli effetti dell’acquisizione di un nuovo genere e di un nuovo nome in un diverso Stato membro. Alla luce dell’ostacolo ai diritti di circolazione che derivano dal rifiuto di tale riconoscimento, viene proposta una soluzione di compromesso, la quale, tuttavia, pare criticabile sotto diversi profili. In particolare, non convince l’idea che il riconoscimento del nuovo nome e il riconoscimento del nuovo genere possano essere trattati in modo tra loro indipendente, né convince l’approccio dell’Avvocato generale alla questione del riverberarsi degli effetti del riconoscimento sugli atti di stato civile relativi ai familiari. Infine, le conclusioni omettono di affrontare il tema – nevralgico – della possibile violazione dell’ordine pubblico e dell’identità nazionale dello Stato richiesto del riconoscimento.