LORENZO DI ANSELMO, La competenza della Corte di giustizia in ambito PESC: questioni di autonomia interna ed esterna nella prospettiva di adesione alla CEDU

Abstract (ITA)

La limitata giurisdizione della Corte di giustizia in materia di PESC rimane uno dei principali ostacoli in vista dell’adesione dell’Unione europea alla CEDU, poiché, in caso di adesione, il controllo giurisdizionale sugli atti PESC non ricompresi nelle ipotesi stabilite dalla clausola di claw-back (art. 275, comma 2, TFUE), seppur limitato a un giudizio di conformità rispetto ai diritti fondamentali, verrebbe affidato in via esclusiva alla Corte di Strasburgo. Nel noto parere 2/13, la Corte di giustizia ha ritenuto tale scenario incompatibile con i Trattati, in quanto lesivo dell’autonomia dell’ordinamento dell’Unione. In seguito all’emanazione del parere 2/13, la Corte ha progressivamente eroso i limiti alla propria potestas iudicandi nel settore della PESC stabiliti dai Trattati. I casi KS e KD e Neves 77 Solutions, aventi ad oggetto, rispettivamente, la ricevibilità delle domande di risarcimento danni ex art. 340 TFUE relative a talune condotte verificatesi nel contesto operativo di una missione PSDC, e l’interpretazione, in sede pregiudiziale, delle decisioni PESC che prevedono misure restrittive, rappresentano gli ultimi tasselli di questo filone giurisprudenziale. Analizzando tali sviluppi giurisprudenziali, il contributo si propone di verificare se l’estensione del controllo giurisdizionale nel settore della PESC avvenuta in via pretoria consenta all’Unione di aderire alla CEDU, nel rispetto del principio di autonomia come delineato nel parere 2/13. Si sostiene che le due sentenze in esame, pur ampliando ulteriormente l’intervento giudiziario nel settore della PESC, risultino, limitatamente alla competenza della Corte in subiecta materia, insufficienti per rimuovere in toto gli ostacoli in vista dell’adesione alla Convenzione.

Abstract (ENG)

The limited jurisdiction of the Court of Justice of the European Union over CFSP is one of the main obstacles in view of the Union’s accession to the ECHR, since, in case of accession, judicial review of CFSP acts not covered by the claw-back provision (Article 275, paragraph 2, TFEU) would be conferred exclusively on the Strasbourg Court, albeit such review would be limited to compliance with fundamental rights. In Opinion 2/13, the Court of Justice found this possibility incompatible with the Treaties, as it would undermine the autonomy of the EU legal order. After Opinion 2/13, the Court has gradually extended its jurisdiction in CFSP matters. The rulings in KS and KD and Neves 77 Solutions, concerning, respectively, the admissibility of actions for damages under Article 340 TFEU in the context of a CSDP mission, and the interpretation of CFSP decisions providing for restrictive measures in the context of a preliminary ruling, represent the most recent developments of this case-law. Starting from these two judgments, the paper aims to assess whether the expansion of the Court’s jurisdiction in the area of CFSP allows the Union to accede to the ECHR, in accordance with the principle of autonomy as outlined in Opinion 2/13. It is argued that those judgments, while further expanding judicial review in CFSP matters, are insufficient to remove all obstacles in view of the Union’s accession to the Convention.

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