CHIARA AMALFITANO, I limiti alla sindacabilità degli atti dei rappresentanti dei governi degli Stati membri con rilevanza “comunitaria”

di Patrizia De Pasquale

Abstract (ITA)

Il contributo analizza la giurisprudenza della Corte di giustizia e del Tribunale dell’Unione nei casi NF, EMA ed ELA per verificare l’attualità e tenuta del sistema di tutela giurisdizionale dell’Unione. Specie a fronte delle prese di posizione sempre più incisive del giudice dell’Unione per assicurare l’effettività della tutela giurisdizionale negli ordinamenti degli Stati membri e censurarne la violazione, sembrano oggi (ancora) più evidenti che in passato alcune lacune di tutela nell’ordinamento UE in relazione agli atti dei rappresentanti dei governi degli Stati membri che pur agiscono in ambiti di competenza “comunitaria”. Lo scritto esamina se e in che misura è tutt’ora opportuno e giuridicamente sostenibile che gli Stati membri agiscano collettivamente restando il loro comportamento sottratto al sindacato giurisdizionale dell’Unione o se e dove, invece, si pone la necessità di un “aggiornamento” dei meccanismi di tutela, al fine di arginare la discrezionalità ancora riconosciuta agli Stati membri (con il rischio di loro compor-tamenti “abusivi”), e, in tal caso, quali soluzioni sono possibili e quali vie percorribili per raggiungerle. Del resto, almeno dal 1986 (causa 294/83, Les Verts) la Corte di giustizia ha affermato che la (allora) Comunità economica europea è una “comunità di diritto”, dove in linea di principio ciò che accade di giuridicamente rilevante deve essere giustiziabile.

Abstract (ENG)

The contribution analyzes the case-law of the ECJ and the GC in NF, EMA and ELA to verify the adequacy and stability of the EU judicial protection system. In light of the increasingly incisive positions taken by the EU Judges to ensure the effectiveness of judicial protection in the legal systems of the Member States and to censure its violation, some gaps in the EU judicial protection system seem today more evident than in the past, especially in relation to the acts of the representatives of the governments of the Member States who act within the scope of EU law. The article examines whether and to what extent it is still appropriate and legally sustainable for Member States to act collectively while escaping judicial control and whether and where, instead, there is a need for an ‘update’ of the protection mechanisms, in order to limit the discretion still recognized to Member States (with the risk of their ‘abusive’ behaviour), and, in this case, what solutions are possible and what ways can be pursued to achieve them. After all, at least since 1986 (case 294/83, Les Verts) the ECJ stated that the (then) EEC is a ‘community of law’, where in principle what does have legal effect must be justiciable.

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