ENNIO TRIGGIANI, La “nostra” Europa contro la guerra

SOMMARIO: 1. La reazione della Comunità internazionale all’invasione russa dell’Ucraina. – 2. Le ragioni politiche della guerra e l’attività di mediazione. – 3. Il ruolo dell’Unione europea nel quadro internazionale in profondo cambiamento.

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1 commento

Alessandra Mignolli 21 Aprile 2022 - 11:11

Condivido in pieno l’analisi del Prof. Triggiani. Vorrei solo condividere un’esperienza personale, piccola ma a mio avviso significativa. Con un gruppo di studenti del mio corso in inglese di diritto dell’Unione, cui partecipano molti studenti internazionali, prevalentemente ma non esclusivamente provenienti da paesi UE, ho organizzato un seminario sulla Conferenza sul Futuro dell’Europa. Il gruppo è stato anche integrato da alcuni studenti di un liceo classico romani, nel quadro di un PCTO (la vecchia alternanza scuola-lavoro). Gli studenti hanno lavorato sui temi relativi a EU in the World, e questo proprio durante la guerra in Ucraina (l’evento conclusivo si è svolto nell’Aula Magna della Sapienza il 25 marzo). Partendo dal testo della Dichiarazione Schuman, dove si parla di sforzi creativi per il mantenimento della pace, i ragazzi si sono interrogati, in autonomia, su quale ruolo essi auspicano per l’Unione europea nel mondo di oggi e di domani. L’idea prevalente che è uscita da un vivace dibattito tra questi giovani conferma pienamente quanto affermato dal Professore: quello che i giovani chiedono all’Unione è di affermarsi come soggetto orientato alla promozione della pace, attraverso una maggiore autonomia della difesa europea rispetto alla NATO e agli USA, e soprattutto attraverso una profonda riforma delle regole istituzionali della PESC che rafforzino la dimensione politica dell’UE. Le soluzioni proposte sono quelle della modifica del processo decisionale con l’abolizione della regola dell’unanimità, un migliore coordinamento della rappresentanza esterna, un maggiore coinvolgimento del Parlamento nel processo decisionale, per garantire democraticità e trasparenza, la creazione di una difesa europea integrata. Insomma, per concludere, trovo molto significativo che i giovani europei, in un momento di disorientamento come quello che stiamo attraversando, chiedano maggiore integrazione e un ruolo più attivo e centrale dell’Unione a livello internazionale, soprattutto per rafforzare la sua autorevolezza sul piano diplomatico e la sua vocazione al mantenimento della pace.

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