ABSTRACT – Il contributo analizza la sentenza della Corte di giustizia del 5 febbraio 2026 nelle cause riunite C-364/24 e C-393/24 (Fidenato), che segna un’importante evoluzione nel diritto alimentare dell’Unione europea. A distanza di quasi un decennio dal precedente del 2017, la Corte valida il meccanismo di opt-out introdotto dalla direttiva 2015/412, riconoscendo agli Stati membri la facoltà di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio per motivi imperativi di natura politica, sociale o economica, prescindendo da nuove evidenze scientifiche. L’analisi si sofferma sul passaggio da un modello “scienzo-centrico” a un sistema di “sussidiarietà negativa” e flessibilità geografica, valutandone la compatibilità con il mercato interno, la libera circolazione delle merci e i diritti fondamentali sanciti dalla Carta.