ABSTRACT – Il contributo analizza il contesto fattuale e le questioni giuridiche esaminate dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nella controversia C-715/23, concentrandosi sulla qualificazione giuridica del servizio di gestione delle farmacie alla luce della direttiva 2014/23/UE e sul riparto di competenze tra diritto dell’Unione e normativa nazionale nella gestione dei servizi economici di interesse generale. Nella parte conclusiva, si sviluppano riflessioni sulla rilevanza della pronuncia per l’ordinamento italiano, dove la disciplina delle farmacie pubbliche resta formalmente ancorata a norme risalenti (L. n. 475/1968), mentre la giurisprudenza ne ha gradualmente ridefinito limiti e margini di applicazione.