ABSTRACT – Il contributo offre un commento alla sentenza della Corte di giustizia del 18 dicembre 2025, resa nella causa C-325/24, Bissilli. La pronuncia fornisce un contributo all’interpretazione della direttiva 2014/41/UE relativa all’ordine europeo di indagine (OEI), con specifico riferimento all’audizione in videoconferenza di un imputato detenuto in un altro Stato membro e presenta particolare interesse sotto tre distinti profili. In primo luogo, distinguendo tra finalità principale e finalità meramente accessoria dell’atto richiesto, la Corte contribuisce a delimitare l’ambito oggettivo dello strumento. In secondo luogo, la decisione chiarisce il coordinamento tra le disposizioni della direttiva relative ai motivi di non riconoscimento e non esecuzione dell’OEI, precisando la diversa funzione degli artt. 10, 11 e 24 e ribadendo che il rifiuto di esecuzione costituisce un’eccezione di stretta interpretazione rispetto alla regola del mutuo riconoscimento. In terzo luogo, la pronuncia valorizza la videoconferenza quale modalità di cooperazione istruttoria transfrontaliera idonea a coniugare esigenze di efficienza e celerità con il rispetto delle garanzie processuali, in linea con l’orientamento della Corte europea dei diritti dell’uomo.