VITTORIO SUPERBI, La proposta di direttiva COM (2025) 173: il recepimento dell’Accordo sull’alto mare (BBNJ Agreement) nella dialettica tra UE e Stati membri

ABSTRACT – L’Accordo relativo alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale (BBNJ Agreement), entrato in vigore il 17 gennaio 2026, costituisce il primo strumento giuridicamente vincolante per la tutela della biodiversità in alto mare. La proposta di direttiva COM (2025) 173, volta a recepirne gli obblighi, solleva due questioni di allocazione competenziale di rilievo sistemico. La prima concerne la corretta individuazione della base giuridica dell’atto: alla luce del criterio del «centro di gravità» elaborato dalla Corte di giustizia nella sentenza AMP Antarctique (cause riunite C-626/15 e C-659/16), si argomenta che la scelta dell’art. 192, par. 1, TFUE sia conforme alla teleologia dell’Accordo, il cui oggetto primario è la tutela ecosistemica della biodiversità marina. La seconda questione investe il riparto di competenze tra Unione e Stati membri negli accordi misti e il conseguente operare del meccanismo della pre-emption normativa. In tale prospettiva, i pareri motivati del Parlamento italiano sono esaminati criticamente, rilevando come la loro interpretazione eccessivamente restrittiva del principio di sussidiarietà appaia difficilmente conciliabile con la logica funzionale dell’azione esterna dell’Unione in materia di governance internazionale degli oceani.

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