IRENE SICIGNANO, Garantire coerenza in un paesaggio (legale) frammentato: verso una visione collaborativa per la conservazione della biodiversità nell’Unione

Abstract (ITA)

La tutela della biodiversità si configura come una sfida intrinsecamente transnazionale poiché trascende i confini degli Stati e risponde a processi globali caratterizzati dall’interconnessione di tutti gli ecosistemi. Il problema della frammentarietà assume una duplice valenza: ecologica, riferita alla discontinuità del paesaggio e alla perdita di connettività tra habitat; e giuridica, concernente la disomogeneità nell’attuazione della cornice di tutela dell’Unione, che consente margini interpretativi ampi e spesso si traduce in tentativi di elusione degli obblighi da parte degli Stati membri. In tale contesto, la Corte di giustizia ha svolto un ruolo cruciale nel rafforzare la portata vincolante delle direttive Natura, promuovendone un’interpretazione coerente con l’assunto primario su cui si basano: la biodiversità rappresenta un patrimonio comune che gli Stati membri condividono, la cui gestione efficace richiede necessariamente il superamento degli interessi nazionali a breve termine. Attraverso il ricorso alla tecnica del combinato disposto, principio di precauzione, leale cooperazione e norme di diritto internazionale hanno consentito di delineare un paradigma di responsabilità condivise tra gli Stati membri, in contrasto con l’approccio tradizionale basato sulla sovranità statale sulle risorse naturali. Adottare tale visione collettiva appare imprescindibile per superare la frammentazione giuridica ed ecologica che caratterizza l’Unione promuovendo una gestione coerente ed efficace del patrimonio naturale rappresentato dalla biodiversità.

Abstract (ENG)

Biodiversity protection constitutes an inherently transnational challenge, as it transcends national borders and responds to global processes marked by interconnection of all ecosystems. The issue of fragmentation has a dual dimension: on the ecological side, it refers to landscape discontinuity and loss of connectivity between habitats; on the legal side, it concerns heterogeneity in the implementation of the Union’s protection framework, which results in broad discretionary power and attempts by Member States to circumvent obligations. In this context, the Court of Justice has played a crucial role in strengthening the binding nature of the Nature Directives, promoting an interpretation consistent with their primary assumption: biodiversity represents a common heritage shared by Member States, whose effective management necessarily requires overcoming short-term national interests. By combining the precautionary principle, loyal cooperation, and international law, a paradigm of shared responsibilities among Member States has been outlined, contrasting with the traditional approach based on state sovereignty over natural resources. Adopting this collective vision appears essential to overcome legal and ecological fragmentation characterizing the Union, promoting a coherent and effective management of the natural heritage represented by biodiversity.

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