PATRIZIA DE PASQUALE, Protezione dei minori e stigmatizzazione delle identità LGBTI+: brevi riflessioni a margine della sentenza Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union)
Abstract (ITA)
Il contributo esamina la sentenza della Corte di giustizia nella causa Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union), concentrandosi sulle misure adottate in violazione dei diritti delle persone LGBTI+ sotto la dichiarata finalità di protezione dei minori. La pronuncia della Corte rappresenta un punto di approdo significativo nel percorso, tutt’altro che lineare, di tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze sessuali nell’ordinamento dell’Unione, collocandosi all’interno di un quadro segnato da una crescente tensione tra l’affermazione dei valori di uguaglianza, dignità umana e non discriminazione e l’adozione, in alcuni Stati membri, di normative sostanzialmente dirette a limitare la visibilità pubblica delle identità sessuali e di genere non conformi al modello maggioritario. In tale contesto, la decisione della Corte risulta importante non soltanto per le soluzioni giuridiche adottate, ma anche per il modo in cui essa ricostruisce – secondo un orientamento consolidato – il rapporto tra libertà fondamentali del mercato interno e diritti fondamentali della persona, ponendo questi ultimi al centro del sindacato di legittimità. Ne deriva una presa di posizione netta rispetto a quelle normative che, sotto la veste di interventi protettivi, finiscono per tradursi in forme di stigmatizzazione e marginalizzazione delle persone LGBTI+, incidendo non solo sulla loro libertà di espressione e sul diritto alla vita privata, ma anche, più in profondità, sulla loro dignità e sul pieno riconoscimento della loro identità nell’ambito dello spazio giuridico europeo.
Abstract (ENG)
The article examines the judgment of the Court of Justice in Commission v Hungary (Valeurs de l’Union), focusing on the measures adopted in violation of the rights of LGBTI+ persons under the stated aim of protecting minors. The Court’s ruling represents a significant milestone in the far from linear development of the protection of the rights of sexual minorities within the EU legal order, situated within a broader context marked by growing tensions between the affirmation of the values of equality, human dignity, and non-discrimination, and the adoption, in certain Member States, of measures effectively aimed at limiting the public visibility of sexual and gender identities that do not conform to the dominant model. In this context, the judgment is important not only for the legal solutions it provides, but also for the way in which the Court reconstructs – consistently with its established case law – the relationship between internal market freedoms and fundamental rights, placing the latter at the centre of judicial review. It thus amounts to a clear stance against those regulatory frameworks which, under the guise of protective measures, ultimately result in forms of stigmatization and marginalization of LGBTI+ persons, affecting not only their freedom of expression and right to private life, but also, more profoundly, their dignity and the full recognition of their identity within the European legal space.
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PATRIZIA DE PASQUALE, Protezione dei minori e stigmatizzazione delle identità LGBTI+: brevi riflessioni a margine della sentenza Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union)
Abstract (ITA)
Il contributo esamina la sentenza della Corte di giustizia nella causa Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union), concentrandosi sulle misure adottate in violazione dei diritti delle persone LGBTI+ sotto la dichiarata finalità di protezione dei minori. La pronuncia della Corte rappresenta un punto di approdo significativo nel percorso, tutt’altro che lineare, di tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze sessuali nell’ordinamento dell’Unione, collocandosi all’interno di un quadro segnato da una crescente tensione tra l’affermazione dei valori di uguaglianza, dignità umana e non discriminazione e l’adozione, in alcuni Stati membri, di normative sostanzialmente dirette a limitare la visibilità pubblica delle identità sessuali e di genere non conformi al modello maggioritario. In tale contesto, la decisione della Corte risulta importante non soltanto per le soluzioni giuridiche adottate, ma anche per il modo in cui essa ricostruisce – secondo un orientamento consolidato – il rapporto tra libertà fondamentali del mercato interno e diritti fondamentali della persona, ponendo questi ultimi al centro del sindacato di legittimità. Ne deriva una presa di posizione netta rispetto a quelle normative che, sotto la veste di interventi protettivi, finiscono per tradursi in forme di stigmatizzazione e marginalizzazione delle persone LGBTI+, incidendo non solo sulla loro libertà di espressione e sul diritto alla vita privata, ma anche, più in profondità, sulla loro dignità e sul pieno riconoscimento della loro identità nell’ambito dello spazio giuridico europeo.
Abstract (ENG)
The article examines the judgment of the Court of Justice in Commission v Hungary (Valeurs de l’Union), focusing on the measures adopted in violation of the rights of LGBTI+ persons under the stated aim of protecting minors. The Court’s ruling represents a significant milestone in the far from linear development of the protection of the rights of sexual minorities within the EU legal order, situated within a broader context marked by growing tensions between the affirmation of the values of equality, human dignity, and non-discrimination, and the adoption, in certain Member States, of measures effectively aimed at limiting the public visibility of sexual and gender identities that do not conform to the dominant model. In this context, the judgment is important not only for the legal solutions it provides, but also for the way in which the Court reconstructs – consistently with its established case law – the relationship between internal market freedoms and fundamental rights, placing the latter at the centre of judicial review. It thus amounts to a clear stance against those regulatory frameworks which, under the guise of protective measures, ultimately result in forms of stigmatization and marginalization of LGBTI+ persons, affecting not only their freedom of expression and right to private life, but also, more profoundly, their dignity and the full recognition of their identity within the European legal space.
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Rivista “Quaderni AISDUE” – ISSN 2975-2698 (rivista scientifica)
Presentazione di Antonio Tizzano
Call for papers – III Incontro giovani AISDUE-DPCE – “Il ruolo del diritto nel nuovo disordine mondiale: Stato di diritto, commercio internazionale e migrazioni” – Palermo, 26-27 novembre 2026
VIII Convegno annuale AISDUE – “Il mercato interno a quarant’anni dall’Atto unico europeo: origini, sviluppi e prospettive” – Messina, 23/24 ottobre 2026 – Programma e modalità d’iscrizione
Rivista “Quaderni AISDUE” – fasc. n. 1/2026
Rivista “Quaderni AISDUE” – fasc. n. 3/2025
Conference AFÉE-AISDUE – “Le role du juge national dans la procedure prejudicielle” – Présentation du volume : « Le renvoi préjudiciel », sous la direction de Fabio Ferraro et Celestina Iannone (éditions Bruylant, 2023) – 29 novembre 2024 – Registrazione Youtube
Giornata di studio in memoria del Prof. Tesauro – Le recenti novità in materia di rinvio pregiudiziale, Napoli – 15 novembre 2024 – Registrazione Youtube
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