ALBERTO JACI, Proprietà intellettuale e IA: prospettive internazionalprivatistiche

Abstract (ITA)

Il contributo esamina le implicazioni giuridiche derivanti dall’interazione tra intelligenza artificiale (IA) e proprietà intellettuale, con particolare attenzione ai profili internazionalprivatistici. L’autonomia funzionale dei sistemi algoritmici nei processi creativi pone in crisi i presupposti tradizionali della titolarità dei diritti, generando nuove tensioni teoriche e applicative. Vengono analizzate le difficoltà connesse all’individuazione della legge applicabile, alla determinazione della giurisdizione e al riconoscimento transfrontaliero delle situazioni giuridiche soggettive, specie nei casi di creazioni interamente o parzialmente generate da IA. Il lavoro prende in considerazione anche la frammentazione normativa esistente tra gli ordinamenti, la vulnerabilità strutturale dei criteri classici di collegamento e l’insufficienza degli strumenti di tutela attuali. In una prospettiva propositiva, vengono formulate ipotesi di riforma e di adeguamento della disciplina vigente, tra cui l’elaborazione di nuovi criteri attributivi, l’adozione di strumenti di soft law e il rafforzamento della cooperazione giudiziaria. A titolo esemplificativo, si propone anche una lettura estensiva delle recenti disposizioni italiane in materia di patrimonio culturale immateriale, quale potenziale modello per un approccio integrato alla tutela delle espressioni creative nell’era dell’intelligenza artificiale.

Abstract (ENG)

This article explores the legal implications arising from the intersection between artificial intelligence (AI) and intellectual property, with particular focus on private international law dimensions. The increasing functional autonomy of algorithmic systems in creative processes challenges the traditional foundations of rights ownership, giving rise to novel theoretical and practical tensions. The paper examines the critical issues relating to the identification of applicable law, the determination of jurisdiction, and the cross-border recognition of legal entitlements, particularly in cases involving AI-generated or AI-assisted works. The analysis highlights the regulatory fragmentation across jurisdictions, the structural inadequacy of classical connecting factors, and the limitations of existing protection mechanisms. From a normative standpoint, the contribution formulates proposals for reform, including the development of new attribution criteria, the adoption of soft law instruments, and the strengthening of judicial cooperation. As a case in point, the paper reflects on the potential relevance of the recent Italian law on intangible cultural heritage as a conceptual framework for integrating technological innovation and the legal safeguarding of creative expressions in the age of artificial intelligence.

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