FRANCESCO LUIGI GATTA, Il principio di uguaglianza degli Stati membri nel diritto dell’Unione europea, Milano, 2025, 428 pagine

Il diritto dell’Unione europea sancisce il principio di uguaglianza degli Stati membri «davanti ai trattati». Lo Stato che aderisce all’Ue, dunque, accede a uno status di membership che si estrinseca in una condizione di parità rispetto alla titolarità di un insieme di obblighi e di diritti derivanti dai trattati. Tuttavia, l’evoluzione dell’ordinamento giuridico dell’Ue mostra, in particolare in occasione delle varie tappe del suo allargamento, tutte le difficoltà nel garantire il rispetto di tale regola di parità formale. Questa, infatti, è interessata da una tensione fisiologica e costante rispetto, da un lato, alle differenze sostanziali presenti tra gli Stati membri; dall’altro, alle esigenze di buona amministrazione ed efficace funzionamento dell’apparato istituzionale dell’Unione. Il presente lavoro intende valutare se e in che termini la “promessa” di uguaglianza degli Stati membri dell’Unione sia effettivamente realizzata nella sostanza, fornendo un’analisi del principio di uguaglianza interstatale e dei caratteri specifici che esso assume nell’ordinamento giuridico dell’Unione europea e nella sua attuazione rispetto agli Stati membri. 

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