ANA FUKAI SANCHEZ MIGUEL CASTRO, FRANCESCO MITTICA, GRETA CARATOZZOLO, STEFANO MONTALDO, Associations’ Legal Standing Before the Court of Justice of the European Union in Actions for Annulment: Asociația Inițiativa pentru Justiție

Abstract (ITA) La presente nota analizza l’ordinanza del Tribunale nella causa Asociația Inițiativa pentru Justiție/Commissione (causa T-1126/23), con cui è stato dichiarato irricevibile un ricorso di annullamento proposto da un’associazione rumena di pubblici ministeri contro la decisione (UE) 2023/1786 della Commissione che abroga il meccanismo di cooperazione e verifica (CVM).

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FABIO FERRARO, Doppia pregiudizialità: la Corte di giustizia difende e rinnova gli insegnamenti della sentenza Simmenthal

Abstract (ITA) La sentenza Petlichev offre un contributo di particolare rilievo al tema della c.d. doppia pregiudizialità, chiarendo ulteriormente come il giudice nazionale debba coordinare il giudizio di costituzionalità e il rinvio pregiudiziale quando una stessa disposizione sollevi dubbi di legittimità tanto rispetto alla Costituzione quanto al diritto dell’Unione.

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MARTA RAMAT, L’autonomia dell’ordinamento dell’UE rispetto al diritto nazionale a fronte di nuovi organi e modelli decisionali: il caso della Procura europea

Abstract (ITA) In virtù del principio di autonomia del diritto UE rispetto al diritto nazionale, soltanto il primo può dettare le condizioni di validità degli atti di istituzioni, organi e organismi dell’Unione, e la CGUE gode della giurisdizione esclusiva a statuire sulla validità di detti atti. Tuttavia, tali corollari del principio di autonomia paiono essere messi parzialmente in discussione dalla disciplina della Procura europea (EPPO), caratterizzata da notevoli tratti di unicità.

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LORENZO MICHELUCCI, Dimensione esterna delle politiche migratorie e minaccia all’autonomia dell’Unione nei rapporti con gli Stati membri

Abstract (ITA) Il presente contributo pone in evidenza come gli sviluppi più recenti in tema di azione esterna dell’Unione europea nell’ambito delle politiche migratorie rischino di costituire un pericolo per l’autonomia e l’indipendenza dell’Unione europea. Questa conseguenza è soprattutto riconducibile agli squilibri interni tra istituzioni europee ed ai rapporti tra Unione e Stati membri, in un settore, quello migratorio, particolarmente delicato ed esposto a logiche securitarie e sovraniste. Dopo una breve analisi sulle più recenti trasformazioni delle politiche migratorie nella loro dimensione esterna, caratterizzate da un crescente ricorso a strumenti di soft law e a varie forme di partenariato con Stati terzi di origine e transito dei flussi migratori, il contributo si sofferma sull’analisi dei problemi legati a due intese stipulate tra UE e Paesi nordafricani: il Memorandum of Understanding con la Tunisia e la Joint Declaration con l’Egitto. Gli elementi più problematici di queste intese riguardano, nel dettaglio, la procedura di conclusione e la relativa potenziale violazione dei Trattati rispetto al principio di equilibrio istituzionale, di cui all’art. 13, par. 2 TUE. Costituiscono ulteriore elemento di riflessione le ricadute negative in termini di autonomia dell’Unione proprio quale conseguenza della scelta di Commissione e Consiglio europeo di aggirare le anzidette regole procedurali. Complessivamente, un simile assetto, che privilegia approcci intergovernativi rispetto alla competenza dell’Unione europea, può essere inquadrato come l’espressione di un tendenziale svuotamento delle prerogative delle istituzioni europee a favore degli interessi nazionali.

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